
La seconda crypto di maggior valore, Ethereum ($ETH), continua a essere sotto pressione. Domenica ha subito un brusco calo dell’8,3% ed è sceso sotto la soglia dei 2.000 dollari. Attualmente sta scambiando a 1.914 dollari con un forte ribasso di circa l’8% in 24 ore. A pesare sull’asset sono i dazi imposti da Trump su Messico, Canada e Cina.
Anche il resto del mercato è in profondo rosso. Secondo i dati della piattaforma CoinGlass, nelle ultime 24 ore sono state registrate liquidazioni per un totale di oltre 939 milioni di dollari, che hanno interessato 331.426 trader.
Nel grafico di Ethereum si è formata anche una “croce della morte” che potrebbe indicare altri cali di prezzo. L’asset riuscirà a riprendersi o proseguirà il trend ribassista?
Ethereum potrebbe registrare una ripresa?
Ethereum ha chiuso domenica sotto il supporto dei 2.125 dollari, dopo aver registrato una perdita di quasi il 20% la scorsa settimana. Lunedì, l’asset è risalito a 2.051 dollari, per poi scendere a 1.914 dollari oggi.
Se dovesse continuare a scendere, potrebbe testare il supporto settimanale a 1.905 dollari.

L’indice di forza relativa (RSI) giornaliero è sceso a 35, dopo essere stato respinto la scorsa settimana intorno al livello neutro di 50, indicando uno slancio ribassista. Anche il Moving Average Convergence Divergence (MACD) supporta questa prospettiva, dato che ha registrato un crossover ribassista la scorsa settimana, suggerendo la continuazione del trend negativo.
Se Ethereum dovesse recuperare e chiudere sopra i 2.125 dollari, potrebbe continuare la ripresa e spingersi verso la ripresa di 2.359 dollari.
Perché Ethereum è in ribasso?
Nel fine settimana, Ethereum ha subito forti perdite e il tanto atteso vertice della Casa Bianca non è riuscito a migliorare il sentiment del mercato. L’incertezza tra gli investitori è aumentata, soprattutto in risposta alle recenti politiche commerciali del presidente Donald Trump.
Il rapporto statunitense sui posti di lavoro non agricoli (Nonfarm Payrolls) ha influenzato ulteriormente il mercato. Ha messo in evidenza l’aumento della disoccupazione e le crescenti pressioni inflazionistiche.
La pressione di vendita è stata intensificata dalle preoccupazioni per possibili misure della Federal Reserve, in risposta all’aumento dei dati sull’inflazione. Con gli investitori ora focalizzati sul prossimo rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), Ethereum potrebbe faticare nel registrare dei progressi, a meno che le condizioni macroeconomiche non migliorino.
Inoltre, a causa dell’aumento della disoccupazione e dei segnali di inflazione, gli investitori istituzionali stanno riallocando i capitali dal mercato crypto verso titoli a reddito fisso, spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari. Anche gli Exchange-Traded Fund (ETF) Spot su Ethereum hanno subito dei deflussi.

Per esempio, secondo il fornitore di analisi on-chain SosoValue, gli ETF Spot su Ethereum hanno subito deflussi per 23 milioni di dollari venerdì, lo stesso giorno in cui è stato pubblicato il rapporto sui Nonfarm Payrolls degli Stati Uniti.
Tra le maggiori liquidazioni, l’ETF iShares Ethereum di BlackRock ha registrato un deflusso di 11 milioni di dollari, il più elevato in un solo giorno tra i fondi basati su Ethereum.
Esaminando più da vicino il quadro tecnico di Ethereum, la situazione non appare affatto positiva:
Ethereum forma una “croce della morte” sul grafico
Le previsioni su Ethereum indicano una chiara tendenza ribassista, con l’asset in calo dell’8$. Il grafico giornaliero mostra un andamento preoccupante, con la formazione della “croce della morte”.
Si tratta di un segnale tecnico che si forma quando la media mobile a breve termine scende sotto quella a lungo termine. Un incrocio del genere è spesso interpretato come un segnale di indebolimento del trend rialzista e potrebbe preannunciare ulteriori cali.
Se Ethereum dovesse chiudere sotto il supporto critico dei 2.000 dollari, la pressione di vendita potrebbe aumentare, con il prossimo livello di supporto significativo a 1.850 dollari.

Le bande di Bollinger mostrano che Ethereum ha raggiunto il punto più basso rispetto alla sua media mobile, suggerendo una condizione di ipervenduto. Ma la mancanza di una reazione rialzista evidenzia una debole pressione di acquisto. L’istogramma MACD rimane fortemente negativo, con la linea di segnale che si allontana ulteriormente dalla linea MACD, confermando che i ribassisti stanno guadagnando forza.
Potrebbe esserci una ripresa temporanea, ma qualsiasi rialzo verso i 2.250 o i 2.433 dollari probabilmente incontrerebbe una forte resistenza, con i venditori pronti a rientrare nel mercato.
Intanto molti investitori stanno esplorando altre criptovalute meno dipendenti dalle oscillazioni del mercato. Una di queste è Meme Index. Il progetto permette agli utenti di evitare di puntare su singole meme coin , offrendo invece panieri di meme coin.
Il token nativo della piattaforma, $MEMEX, attualmente in prevendita, serve per accedere agli indici e partecipare alla governance.
I panieri, ideati dal team di sviluppo, sono stati progettati per soddisfare diverse esigenze di rischio. Il Titan Index è il più stabile, composto da meme coin con grande capitalizzazione come DOGE e SHIB.
Il Moonshot Index, invece, punta su progetti emergenti con il potenziale di entrare tra le prime dieci meme coin, ma ancora lontani dalla capitalizzazione di un miliardo di dollari. Per chi è disposto a correre un rischio maggiore, c’è il MidCap Index, che include meme coin con capitalizzazioni tra i 50 e i 250 milioni di dollari. Infine, il Frenzy Index include meme coin appena lanciate, ad alto rischio ma anche con il potenziale per guadagni rapidi.
Detto questo, ricordiamo di fare sempre le proprie ricerche. Questo articolo è a scopo puramente informativo e non deve essere considerato una consulenza finanziaria.
